Riassunto settimanale del 26/02/2023
Nella settimana appena trascorsa sono riemerse le dinamiche che hanno caratterizzato l’anno 2022: rialzo dei tassi, rafforzamento del dollaro, calo delle Borse e metalli preziosi in ribasso.
I dati macroeconomici positivi recentemente pubblicati sia negli Stati Uniti che in Europa hanno allontanato la narrativa di un atterraggio morbido delle principali economie globali e, al contrario, hanno rafforzato le attese di un ulteriore inasprimento della politica monetaria da parte della Federal Reserve e della BCE.
Gli effetti di questo nuovo scenario si sono riflessi sulla parte a breve delle curve dei rendimenti le quali hanno già inglobato le aspettative di ulteriori rialzi dei tassi da parte delle Banche centrali per contrastare l’inflazione che stenta a raffreddarsi a causa della sorprendente crescita economica.
Nei due grafici che seguono è possibile notare la recente accelerazione al rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato con scadenza semestrale statunitensi (grafico a sinistra, linea bianca) e tedeschi (grafico a sinistra, linea blu) in concomitanza del riaccendersi delle aspettative di inflazione negli Stati Uniti (grafico a destra).

Angolo Macro
I dati relativi alle stime flash degli indici dei direttori degli acquisti (PMI) nell’Eurozona, negli Stati Uniti e in Gran Bretagna sono risultati migliori delle attese, anche se il settore manifatturiero sperimenta ancora alcune difficoltà nel reperimento delle materie prime e negli input produttivi.
Più in particolare, gli indici rappresentativi dell’attività economica in Europa e negli Stati Uniti riflettono un clima di ritrovata fiducia favorito dall’apertura dell’economia cinese e dal calo del prezzo del gas naturale, come evidenziato nelle due figure che seguono.


Negli Stati Uniti è stato pubblicato l’indice dei prezzi della spesa per consumi personali (PCE) che è salito a gennaio del 5,4% su base annua rivelando una lettura superiore alle aspettative del mercato del 4,9%.
L’indice PCE è un dato macroeconomico molto importante, in quanto utilizzato dalla Federal Reserve (Fed) per monitorare l’inflazione e per orientarsi nelle sue scelte di politica monetaria.
Di seguito si raffigura l'andamento dell'indice PCE nelle sue principali componenti dal mese di luglio 2021 ad oggi.

Dai verbali della Fed recentemente pubblicati sono emerse poche novità, con i componenti del Consiglio che continuano a monitorare con attenzione il mercato del lavoro nella consapevolezza che le prospettive economiche per l’anno in corso sono positive.
Come sopra evidenziato, il mercato ha già “prezzato” le future mosse della Federal Reserve in seguito alla recente tornata di dati macroeconomici, spostando al rialzo il cosiddetto tasso terminale (ovvero il tasso antecedente l’inversione del ciclo di politica monetaria da restrittiva a espansiva) al 5,4% inglobando tre rialzi consecutivi di 25 punti base nelle prossime tre riunioni.
Russia
Sul fronte geopolitico, il presidente della Russia Vladimir Putin ha tenuto il suo atteso discorso annuale sullo stato della nazione a pochi giorni dall’anniversario dell’invasione dell’Ucraina; il leader ha attaccato l’Occidente colpevole a suo parere di utilizzare strumentalmente l’Ucraina, ha sottolineato la sostanziale tenuta dell’economia russa e del rublo contro le previsioni dei nemici occidentali e infine ha illustrato le idee e le iniziative che intende intraprendere per rafforzare ulteriormente l’economia russa.
In realtà il Pil della Russia è diminuito del 3% nel 2022 e secondo l’OCSE è atteso in calo del 5% circa nel 2023.
Diversi indicatori confermano il recente deterioramento del clima economico russo, come il calo delle vendite al dettaglio e dell’output industriale, con la produzione di veicoli calata del 77% su base annua nello scorso mese di gennaio.
Nel 2022 il deficit di bilancio della Russia è stato pari a circa 47 miliardi di dollari (il secondo peggior dato degli ultimi 20 anni), principalmente in seguito alla forte riduzione delle entrate fiscali correlate alla vendita di gas e di petrolio e a causa del boom delle spese militari per finanziare la guerra (+75%).
La progressiva riduzione della dipendenza energetica dei Paesi dell'Unione Europea rappresenta la principale minaccia per la Russia che si vede ora costretta a rafforzare il rapporto di sudditanza con la Cina, la quale è destinata a esercitare una sempre maggiore influenza sull’economia e sulla politica russa.
A riprova di quanto appena rilevato, nel grafico che segue si raffigura l'andamento degli approvvigionamenti di petrolio dei Paesi dell’Unione Europea verso la Russia e verso i Paesi "extra UE" dal 2020 ad oggi.

Risulta evidente la sempre minore dipendenza energetica dei Paesi dell'Unione Europea dalla Russia a far data dal mese di febbraio 2022 (invasione dell'Ucraina) in poi.
Segnaliamo l’importante ritorno della Cina al centro dello scacchiere globale - dopo che il paese si è lasciato definitivamente alle spalle la lunga stagione del Covid - con la visita del Ministro degli Esteri cinese in Russia per valutare un possibile piano di pace.
La riapertura dell’economia cinese rappresenta sicuramente una notizia molto rilevante, in quanto il Paese è adesso nuovamente nella posizione di fornire un importante contributo alla tenuta dell’economia globale nel 2023.
Tra i principali dati macroeconomici attesi nella settimana tra il 27 febbraio e il 3 marzo segnaliamo gli aggiornamenti sui livelli di fiducia dei consumatori in Europa e negli Stati Uniti oltre agli aggiornamenti sull’indice PMI manifatturiero e dei servizi dei Paesi europei, Italia compresa, e della Cina, oltre che degli Stati Uniti.
A livello aziendale segnaliamo infine la pubblicazione la scorsa settimana della trimestrale della multinazionale Stellantis, nata dalla fusione tra i gruppi automobilistici Fiat Chrysler Automobiles (FCA) e Peugeot (PSA), la quale ha ottenuto risultati eccezionali nel 2022 - un anno che ha messo a dura prova l’industria automobilistica globale con continue limitazioni della catena di fornitura - riassumibili in un utile netto pari a 16,8 miliardi di euro e un utile operativo rettificato pari a 23,3 miliardi di euro.
L’Amministratore Delegato Carlos Tavares ha annunciato che quest’anno Stellantis distribuirà un ammontare record di 2 miliardi di euro ai dipendenti di tutto il mondo come riconoscimento del loro contributo ai risultati finanziari del 2022 e ai traguardi raggiunti dall’Azienda sia a livello globale che locale.
Anche gli azionisti beneficeranno dei risultati straordinari del gruppo automobilistico attraverso la distribuzione di un dividendo di 4,2 miliardi di euro, corrispondente a 1,34 euro per azione Stellantis, pari a un rendimento dell’8% circa sull’attuale valore borsistico della Società.
Di seguito si riassumono i principali risultati di Stellantis nel 2022.

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Filippo Pasini
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