Riassunto settimanale del 15/08/2022
Segnali di raffreddamento
È finalmente giunto un primo segno di rallentamento nella corsa dell’inflazione negli Stati Uniti: nello scorso mese di luglio i prezzi al consumo sono saliti dell’8,5%, meno dell’8,7% atteso dagli analisti e del 9,1% del mese di giugno.
Il dato è stato accolto con sollievo sui mercati finanziari, i quali hanno proseguito il rally iniziato nel mese di luglio che ha permesso di recuperare quasi metà della perdita accumulata da inizio anno su principali mercati borsistici mondiali.
Tassi di interesse, Borse, materie prime e valute
Dopo la pubblicazione dei dati sull’inflazione negli Stati Uniti, migliori delle attese, le aspettative sui rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve nel 2022 si sono ulteriormente ridotte dal 3,5% complessivo al 3,25% con gli ultimi tre rialzi prima di fine anno previsti rispettivamente pari a 50, 25 e 25 punti base.
Il momento di inversione della politica monetaria da restrittiva (rialzo dei tassi) a espansiva (riduzione dei tassi) è adesso previsto al più tardi nel mese di maggio 2023.
Sul fronte dei tassi di interesse il movimento dei titoli di Stato è stato piuttosto difficile da decifrare; il rendimento sui titoli governativi americani con scadenza decennale è leggermente risalito al 2,84%, mentre in Europa il clima positivo delle Borse si è esteso anche al comparto obbligazionario.
In Italia il decennale è al 3,10% con lo spread che si è stabilizzato intorno a 200 punti base anche grazie all'interventismo della BCE che si è mostrata molto determinata nel difendere i nostri titoli di Stato, avendo già reinvestito in BTP circa 10 miliardi di euro di titoli scaduti secondo quanto previsto dal programma di acquisto per l'emergenza pandemica (“PEPP”).
Sui mercati azionari, come sopra rilevato, il dato sull’inflazione americana di luglio ha rappresentato un fattore catalizzatore per il prosieguo del rally, tanto che l’indice S&P500 ha registrato una serie di ben 4 settimane consecutive positive, un evento che non si registrava dallo scorso mese di novembre, come rappresentato nella figura che segue.
Performance settimanale dell'indice azionario S&P500

Grazie al forte rimbalzo dei mercati americani il Nasdaq Composite ha recuperato il 20% dai minimi di giugno e la perdita dell’S&P500 da inizio anno si è ridotta al 10% circa.
I mercati azionari europei sono anch’essi saliti sulla scia di quelli americani, nonostante la crisi energetica in Europa desti ancora molta preoccupazione con i prezzi del gas naturale e dell’energia elettrica che hanno toccato nuovi massimi in numerosi Stati del Vecchio Continente.
Le materie prime, dopo avere registrato un trend ribassista negli ultimi mesi, sembrano avere intrapreso un nuovo percorso al rialzo ad esclusione del petrolio il cui prezzo è ancora condizionato dalle riserve strategiche americane ai minimi storici.
Nel grafico che segue si raffigura l’andamento delle principali materie prime negli ultimi 30 giorni (linea blu: rame; linea rossa: benzina; linea verde: alluminio; linea gialla: gas naturale; linea blu: acciaio; linea verde: soia).
Prezzi delle principali materie prime dal 14 luglio scorso a oggi

Sul fronte valutario l’euro ha nuovamente toccato quota 1,03 contro il dollaro registrando i livelli massimi da oltre un mese rispetto alla valuta americana.
Angolo Macro
L’inflazione americana ha finalmente registrato una decelerazione nel mese di luglio nelle due componenti dei prezzi alla produzione e dei prezzi al consumo.
Tale andamento rafforza la narrativa dei banchieri centrali della cosiddetta inflazione transitoria, riassumibile nella capacità di calmierare la crescita dei prezzi attraverso interventi di politica monetaria non così drastici da mettere a rischio la ripresa economica globale.
Nel grafico che segue si raffigura l’andamento dell’inflazione americana da gennaio 2018 nelle sue principali componenti.
Grafico delle principali componenti dell'inflazione negli Stati Uniti dal 2018 a oggi

È importante osservare come il calo dei prezzi delle materie prime energetiche (area verde) abbia fatto da contraltare al rialzo dei prezzi degli affitti, una componente quest’ultima che da sola pesa per un terzo sul dato complessivo.
Si segnala il prosieguo del trend rialzista della componente dei generi alimentari (area arancione) sia su base mensile (+1,3%) che su base annua (+13,1%) dove ha raggiunto i massimi dal 1976 e infine della componente servizi (area blu).
Per avere una lettura più chiara dell’attuale dinamica dell’inflazione americana, di seguito si raffigura il grafico relativo alla cosiddetta “inflazione mediana” il quale è un indice di posizione in quanto è riferito al valore assunto dalla componente che, in ordine crescente di valore, si trova esattamente al centro della distribuzione.
Il dato, pari al 6%, mostra una decisa inversione del trend di crescita registrato negli ultimi mesi.
Inflazione mediana mensile negli Stati Uniti da gennaio 2021 a oggi

Tra i dati societari pubblicati nella scorsa settimana, segnaliamo il taglio delle stime per l’anno in corso di Nvidia e Micron, due importanti società americane operanti nel settore dei semiconduttori.
La prima ha risentito del calo della domanda di videogiochi e del ribasso dei prezzi delle criptovalute, mentre Micron, che aveva già recentemente rivisto al ribasso le proprie stime di crescita, ha motivato il nuovo taglio con le difficoltà riscontrate nelle catene di approvvigionamento.
Di seguito si rappresenta il calendario delle trimestrali delle società quotate a Wall Street che riportano i risultati nella settimana in corso.

I riflettori sono puntati sui risultati delle catene di negozi al dettaglio americane Walmart e Target, leader mondiali nel settore della grande distribuzione, per verificare la tenuta dei consumi negli Stati Uniti.
Arrivederci alla prossima newsletter!
Filippo Pasini
Le informazioni e le opinioni espresse in questo documento sono prodotte da Filippo Pasini al momento della pubblicazione e sono suscettibili di modifiche in ogni momento successivo alla stessa.
Il presente documento è stato redatto unicamente a scopo informativo e non rappresenta pertanto né un’offerta né un invito, da parte o per conto di Filippo Pasini o della società “Il Valore Conta S.r.l.”, ad acquistare o vendere un determinato titolo o strumenti finanziari collegati o a porre in essere eventuali strategie di trading in un determinato ordinamento giuridico.
